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Descrizione

I primi documenti riguardano l'esistenza fin dal primo secolo d.C. di una fortificazione militare romana attorno alla quale si sarebbe insediato un primitivo borgo.

Risale invece al sesto secolo la fondazione di una primitiva parrocchia dipendente dal vescovo insediato nell'attuale Cavour. Dopo le invasioni longobarda e franca, nel 1163 Federico Barbarossa affidò il feudo ai Marchesi di Romagnano. A quel tempo vi sorgeva un castello con tipico aspetto medioevale munito di roccaforte, mura e fossato ed affiancato da un tempio dedicato a santa Maria. Un importante passo nell'evoluzione del paese vi su nel 1173 quando il marchese Manfredo II di Romagnano si spogliava di tutti i suoi averi per fondare una prevostura con la presenza stabile di almeno 12 frati agostiniani; si fa risalire a quella data la nascita della prima vera parrocchia di Lombriasco. I monaci diedero il via all'agricoltura, costruirono un mulino ed un porto per attraversare il fiume Po.
Nel XIII secolo il territorio lombriaschese fu "rimbalzato" nei possedimenti prima dei Savoia, poi degli Acaia. Nel 1418 con la morte di Ludovico d'Acaia i domini di famiglia, ivi compreso Lombriasco, vennero incorporati da Amedeo VIII di Savoia. Nel 1560 il sacerdote don Giacomo Ponte iniziava la ricostruzione della chiesa parrocchiale che, dopo un periodo di splendore, era caduta in profonda rovina e che solo nel 1779 veniva riconsacrata nelle forme attuali. Secondo un passaparola si narra che nel 1796 Napoleone abbia dormito nel castello. Nel 1826 venne eretta l'attuale torre campanaria, nel 1850 morì l'ultimo conte lombriaschese e nel 1894 il successore di don Bosco, don Michele Rua, acquistava il castello in cui vi insediava una comunità salesiana.
Il Comune di Lombriasco, dopo circa 500 anni di esistenza documentata, nell'anno 1928, venne sciolto per volere del regime fascista e conglobato con Osasio e Virle nel comune di Pancalieri e soltanto nel 1947 riotteneva l'autonomia amministrativa. Fino alla metà del XX secolo la popolazione lombriaschese nella sua quasi totalità era dedita all'agricoltura, oggi alcune piccole manifatture e microimprese sorgono sul suolo lombriaschese.

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